Sono nato e vivo sul Ticino.
Il mio è un piccolo paese accanto al fiume, ed è attraversato anche da un altro corso d'acqua, il Naviglio Grande.
Dico questo perchè le caratteristiche che l'acqua imprime al paesaggio – le nebbie, i prati, i riflessi, la capacità evocativa – e lo scorrere indefinito del tempo nei mesi invernali, così carichi di silenzi ovattati e di spazi aperti e indefiniti, mi si sono stampati dentro.
Un'infanzia trascorsa scorrazzando tra prati e boschi, nidi e serpi, ha fatto il resto. Da che mi ricordi ho sempre disegnato e disegnato animali, spazi, tempi e silenzi.
Non ho seguito studi regolari in ambito artistico – sono perito agrario – ma continuo per mio conto un ostinato studio dell'evoluzione delle modalità espressive umane, specialmente in ambito figurativo, ma non solo.
Mi accorgo che nella mia mente sono presenti continuamente Vermeer, De La Tour, Rembrandt, Caravaggio, Bruegel, Hokusai, i Macchiaioli, Monet, Turner, Sironi, Balla, Magritte, Redon.... ma mi accorgo che diventano troppi.
Ciò che mi affascina è il mistero della bellezza, il fascino della forma, il segnale di vita di ciò che in qualche modo esiste ed espande il suo inesplicabile essere nel vuoto.
L'attenzione a questo vuoto e alla luce che ne sorge, mi richiedono un elevato dispendio di tempo per la realizzazione di ogni opera.
A volte il soggetto mi interessa per la carica di suggestioni che evoca; a volte per un tono di colore che richiama un ricordo cui non so più dare il nome; spesso per i richiami letterari cui è legato. Tutto ciò è compresente quasi sempre in proporzioni variabili.
I miei sono sempre spazi intimi, sia che abbraccino orizzonti sterminati, che piccole scatole chiuse. Non mi sento attratto da colori eclatanti e da “alto volume”.
Mi accorgo di utilizzare tecniche molto diverse fra loro e materiali abbastanza eterogenei nel tentativo di provocare un corto circuito tra il tempo del ricordo e il presente.
Il divenire dell'esistente e degli esseri viventi che appaiono così reali e così fluttuanti mi sembra coagulato in un punto che può essere il disegno o il dipinto che avverto nella sua “definitiva sospensione”.